






Abruzzo Wild Path è un’esperienza dedicata a chi ama la natura e desidera osservarla, comprenderla e fotografarla in modo etico e consapevole. Non sarà solo un workshop fotografico, ma un viaggio alla scoperta della fauna selvatica del Parco: lupo, cervo, orso marsicano, camoscio appenninico, volpe, aquila reale e molte altre specie che abitano queste montagne. Agosto è un mese magico e cruciale per la sopravvivenza di questa specie. È il periodo in cui matura il ramno, un arbusto che produce piccole bacche zuccherine di cui gli orsi vanno letteralmente ghiotti. Per fare scorta di energia in vista dell'inverno, gli orsi si spostano in massa ad alta quota, frequentando i vaccinieti e le pietraie montane. Questo comportamento prevedibile aumenta notevolmente le probabilità di poterli osservare nel loro ambiente naturale, rispettando la loro tranquillità. Attraverseremo antiche faggete, vallate solitarie e spettacolari praterie d'alta quota, appostandoci nei migliori punti di avvistamento strategici.
Giorno 1 – Arrivo, introduzione biologica e primi avvistamenti crepuscolari
Il nostro viaggio comincia nel versante settentrionale del parco, dove antichi borghi fanno da sentinella a foreste fitte e valli solitarie. Dopo il ritrovo con il gruppo e il check-in, faremo un primo briefing dedicato alla biologia dell'orso marsicano e alle regole di comportamento per un'osservazione etica e rispettosa. Nel pomeriggio ci sposteremo nei dintorni di Ortona dei Marsi e San Sebastiano dei Marsi, piccoli insediamenti storici considerati una delle porte d'accesso più selvagge dell'area protetta. Qui effettueremo la nostra prima sessione di appostamento fotografico in punti panoramici affacciati sulle valli, dove gli orsi scendono spesso a frequentare i vecchi frutteti abbandonati sfruttando la calda luce del tramonto.
Giorno 2 – Le grandi foreste e le tracce nella Cicerana
Ci addentriamo nel cuore pulsante del parco per esplorare gli ecosistemi forestali dove l'orso trova rifugio durante le ore più calde della giornata. Dedicheremo la giornata all'esplorazione del Vallone della Cicerana, una valle remota e solitaria racchiusa da faggete secolari dichiarate Patrimonio UNESCO. Cammineremo lungo i sentieri alla ricerca di segni di presenza come impronte, feci e rami spezzati, per poi posizionarci al limitare delle radure d'alta quota. La transizione tra il bosco e la prateria offre infatti ottime chance di avvistamento e straordinari spunti per la fotografia di paesaggio. In serata raggiungeremo Pescasseroli, la capitale storica del parco, per analizzare insieme gli scatti della giornata.
Giorno 3 – Sulle sponde del fiume e i pascoli di Villetta Barrea
Oggi ci muoveremo lungo i corridoi ecologici fluviali e i complessi montuosi che collegano le diverse valli del parco. Esploreremo i meravigliosi dintorni di Villetta Barrea, una zona famosa in cui la fauna selvatica convive a stretto contatto con l'uomo e dove sono frequenti gli incontri ravvicinati con i grandi cervi nobili. Saliremo verso i punti di osservazione che dominano le vallate circostanti, monitorando costantemente le radure esposte al sole dove gli orsi si muovono alla ricerca di cibo. La combinazione di corsi d'acqua, boschi fitti e pareti rocciose renderà le nostre sessioni fotografiche varie e ricche di opportunità.
Giorno 4 – L'alta quota e il regno del Ramno
Questo giorno è interamente consacrato all'obiettivo principale del tour: raggiungere le praterie primarie d'alta quota dove i cespugli di ramno sono carichi di frutti. Ci sposteremo verso l'area di Passo Godi, uno dei valichi più scenografici dell'Appennino, circondato da una natura totalmente intatta. Da qui intraprenderemo un trekking verso le creste e le alte valli glaciali che portano verso il Monte Turchio o il Monte Palombo. Sostando nei catini d'alta quota, passeremo diverse ore in appostamento silenzioso con i telescopi e i teleobiettivi puntati sulle zone di pascolo dell'orso, immersi nella vastità del paesaggio appenninico.
Giorno 5 – Ultima alba in quota e rientro verso Roma
L'ultima mattina prevede una sveglia all'alba per sfruttare le prime ore del giorno, che rappresentano il momento di massima attività per i grandi mammiferi. Saliremo in un ultimo punto panoramico strategico per catturare le luci del mattino che illuminano le vette dell'Appennino e tentare l'ultimo avvistamento della fauna del parco, dagli orsi ai lupi, fino ai camosci d'Abruzzo. Dopo una tarda colazione e un pranzo leggero di fine tour utile per salutarci e commentare le fotografie realizzate, inizieremo il viaggio di rientro verso Roma, dove l'arrivo è previsto nel tardo pomeriggio.
COSA PORTARE
Abbigliamento a strati (intimo termico + strato caldo + giacca antivento/impermeabile)
Scarponi da trekking impermeabili
Cappello e guanti (nelle stagioni fredde)
Zaino comodo da escursione
Binocolo (consigliato)
Macchina fotografica
Teleobiettivo (consigliato dai 150mm in su)
Cavalletto (facoltativo ma utile)
Torcia frontale
Borraccia
COSA SAPERE
Livello di difficoltà: medio.
È richiesta una minima preparazione fisica e abitudine a camminare su sentieri di montagna. Le escursioni si svolgeranno su terreni naturali (sentieri, boschi, pendii). Gli orari potranno variare in base a meteo e attività della fauna.
Non è garantito l’avvistamento di tutte le specie: ci muoviamo in ambiente selvatico autentico, ed è proprio questo il suo valore. Il workshop è a numero limitato per garantire qualità, sicurezza e minimo disturbo agli animali.
Filippo Parentela
Etologo e Guida Ambientale Escursionistica
L’esperienza sarà guidata da Filippo Parentela, etologo e guida ambientale escursionistica, specializzato nello studio del comportamento animale. Da anni si occupa di grandi carnivori, in particolare del lupo appenninico, collaborando con importanti progetti di conservazione come LIFE WOLFALPS EU e LIFE WILD WOLF, oltre ad aver partecipato ad attività di monitoraggio con l’Oasi LIPU Castel di Guido nella Riserva del Litorale Romano. La sua formazione scientifica, unita all’esperienza sul campo maturata in diversi contesti italiani ed europei, permette ai partecipanti di vivere il Parco con uno sguardo più consapevole: non solo osservare un animale, ma comprenderne i movimenti, il comportamento e il ruolo nell’ecosistema.
Filippo guida da anni fotografi naturalisti e appassionati lungo sentieri di montagna, con un approccio basato su tre principi fondamentali: